Irene Malish Biografia
STUDI COMPIUTI
Maggio 1993 - Diploma in tecnica di costruzione con specializzazione in architettura a Krasnodar.
Aprile 2000 - Laurea in marketing e pubblicità presso l'università di Krasnodar.
Irene Malish, nata nel sud della Russia nel 1974,sulle coste del mar nero, a nord del Caucaso, nel crogiolo della fusione della cultura indo-europea ed asiatica. Le sue radici hanno forgiato la sua personalitá e ne hanno formato il carattere, le potenzialitá e le modalitá di espressione.
Arrivata a Roma nell'estate del 2002 incontra il pittore Luciano Beccarla da cui prende ispirazione per la sua pittura impressionista.

MOSTRE
1992 – Collettiva di studenti : “La visione del futuro architettonico” – Mostra nel comune di Krasnodar             in Russia.
2000 – Collettiva : alla rassegna d'arte “Autunno a Roma” – Hotel Sheraton.
2002 – Personale : “Un altra Porta” presso Lettere Caffé Gallery – Roma.
2004 – Personale : “Per Mnemosine” Via Condotti Roma.
2005 – Personale : “Anastasia Tropico del Cancro” Studio d'arte Croma Via del Governo Vecchio             Roma.
2005 – Collettiva : “Verso i monti dei profumi” Villa Poggio reale Rufina-Firenze.
2005 – Collettiva : “Hobby Show” presso la fiera di Roma.
2006 – Personale : “I sensi non possono cogliere , ma solo mediare” Galleria Pentart - Roma.
2006 – Collettiva : “Arte per Poggi” presso la fiera di Roma.
2006 – Collettiva : “Riparte” presso Org. Margutta102 www.margutta.it
2007 – Personale : “Spazio 28 Arte Contemporanea” presso San Bernardino, Svizzera.
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PARLANO DI LEI
• Radio corriere 6 agosto 2005
• Luciano Beccarla (pittore)
• Marinella Canale Psicoterapeuta e Prof universitaria alla Sapienza di Roma
• Giulio Rotoli (sceneggiatore)

LUCIANO BECCARIA
Irene Malish parte da una studio Caravaggesco, la luce per lei é la vera protagonista dei quadri. L'artista estrae dalla padronanza della formula, l'ambiguo gioco dell'arte mirando a sottolineare come l'apparenza dell'immagine, non sia altro che la drammatica veritá del quotidiano. Amante dell'arte con capacitá creativa e innovativa aggiunge pennellate immediate e vibranti di suggestione espressionista.

MARINELLA CANALE
L'obiettivo dell'artista é avvicinarsi il piú possibile all'anima della donna, nella ricerca profonda della sua identitá emozionale ed espressiva, mentre, piú tardi, si dispiegherá dal femminile al maschile, in un ulteriore percorso.
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GIULIO ROTOLI
Questo ciclo dell'arte di Irene Malish mostra la sensualitá della paura; é seducente e turbativo. Ci sono pochi caratteri, pochi elementi nell'arte di un pittore, che non si perdano, a descriverli, nell'astruso e nel relativo. Laddove si parla di arte si parla di anima, é vero:ma l'anima segue sempre gli stessi copioni, gli artisti no. Perché gli artisti sono uomini, e scelgono e subiscono le loro azioni. Irene é un artista, si,ha uno stile facilmente riconoscibile – Che salta all'occhio, direi, con quei colori accesi da cartolina: ma ció che mi sta a cuore dire é che é una donna, che dipinge da donna. Intendiamoci: nel senso di persona umana, laddove l'umano prevale sull'artistico. Le sue opere sono piene di cuore: ma un cuore che canta nelle sue catene; e cono piene di carne , ma di una carne umiliata, non libera; sempre arricchita, anche laddove é la carne di una bella donna , di un elemento che la svilisce: occhi chiusi a volte, spesso mancanza del volto .A chi appartengano il sedere le gambe inginocchiate su una poltrona? Che desiderio esprimono? Quale speranza uccidono? I ritratti di donna sono costante di questi lavori: donne anche bellissime. E la bellezza piace, perché puó alludere a tutto. Donne giovani, che potrebbero anche sognare:sogni che si fanno esi rivoltano con gli occhi, sotto le palpebre. Visioni nascoste dalla carne, non realizzate dalla carne.Questo, il sentimento. I fatti descrivono bocche arrotondate pronte per la sigaretta, capelli lunghi, che sembrano riaccomodati con cura dopo una qualche violenza; corpi accovacciati in braccio al colore furibondo di due cavalli. Ho notato che a questa serie di quadri é del tutto estranio l'elemento sacro; come se le protagoniste dicessero: “Abbiamo sofferto si, ma non chiediamo alcun riscatto, vogliamo vivere in un presente definitivo.”
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